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sabato 3 ottobre 2009

Saltare la colazione


Il mangiare tre pasti al giorno è un’invenzione dell’uomo moderno che è venuta fuori soltanto negli scorsi cento anni. La moda degli intervalli a base di caffè, di spuntini e di pisolini sono venuti alla luce soltanto nelle ultime decadi.
Appetito significa “forte desiderio". Se abbiamo appetito per il cibo abbiamo anche un forte desiderio per il mangiare. Essere uno schiavo degli appetiti porta ad essere un ghiottone.
La televisione, il giornale e la radio ci bombardano costantemente con avvertimenti circa “le buone cose da mangiare". Praticamente qualsiasi nuovo libro di cucina immesso sul mercato ha un successo immediato. Tutto questo ci ha portato ad essere dipendenti dal cibo creando degli appetiti che non possiamo controllare.

Tuttavia TUTTE QUESTE INUTILITA'... possono essere fermate quando finalmente vi renderete conto che tutto questo non ha senso. La gente si sta arricchendo vendendo prodotti che ci riempiono la bocca. In effetti noi usiamo dei cibi come divertimento.
Quando consumiamo ciò che chiamiamo 'colazione', ed abitualmente dalle 6,00 A .M. alle 21,00 P.M. stiamo interrompendo il digiuno dalla cena nel corso della notte.

Se dovrai mangiare qualcosa presto al mattino, a dispetto di quanto leggi in basso, allora mangia un frutto alla volta quale il melone, l’arancia, l’uva, le prugne, le mele o altri frutti. Questo darà il minor shock possibile al tuo corpo e riceverai dal cibo il meglio.
Non sentirti colpevole se mangi solamente un frutto per colazione. Più tardi, potrai sviluppare le tue abitudini alimentari più pienamente rispetto a quanto richiede il tuo corpo.

Per capire "perchè" dovremmo soltanto mangiare due pasti al giorno dobbiamo capire 'l’orologio biologico del nostro corpo".
Durante la notte di riposo e di sonno, il vostro corpo sta assimilando il cibo del giorno precedente e si sta caricando di energia nervosa. Quando vi alzate al mattino il vostro corpo non ha alcun bisogno di cibo in quanto non c’è alcuna carenza di energia. E’ infatti, già caricato e pronto a partire.
In questo primo ciclo del giorno il cibo dovrebbe normalmente esserti repulsivo. Il vostro corpo dovrebbe sentirsi "ristabilito" dopo una buona notte di riposo e di sonno ed è ansioso di essere impegnato in alcune attività, a parte il mangiare. Dovreste aver interesse a “fare qualcosa".

Il corpo subisce tre distinte fasi in ciascun periodo delle 24 ore.

1) Appropriazione del cibo. Questa fase non inizia fino a che non hai fame. Questo abitualmente succede verso mezzogiorno quando hai cominciato a finire le tue risorse di glicogeno attraverso l'attività. Bisogna mangiare durante il mezzogiorno e la cena.

2) Assimilazione del cibo. Questa fase inizia tardi nel corso della serata e va avanti fino alle prime ore del mattino (circa le 4). Nel corso di questo tempo di riposo e di sonno, il corpo svolge il suo compito a casa.

3) Eliminazione degli scarti metabolici del corpo e delle materie tossiche ingerite. Questa fase inizia abitualmente nelle primissime ore del mattino e dura fino a mezzogiorno (dalle 4 alle 11-12). Il nostro appetito e sistema digestivo si abbassa (?) durante queste ore. Psicologicamente potremo avere bisogno di cibo, ma non c’è alcuna domanda fisiologica per esso. Non avremo mai veramente fame. Se mangiamo durante questa fase, le energie dirette verso la pulizia il corpo dovranno essere di nuovo ri-dirette verso la digestione.

E’ sempre uno shock per il corpo interrompere la sua sveglia biologica. Quando mangiamo la colazione interferiamo con le normali operazioni del corpo.

Dottor Herbert M. Shelton - tratto da “Artrite: soluzione naturale

giovedì 19 febbraio 2009

Società e cucina salutare



Un classico dei luoghi comuni che si sente ripetere di continuo è quello che per farsi da mangiare in maniera sana ci vuole tempo e il tempo manca sempre. Chi parla così di sicuro non ha mai letto nulla sulla cucina salutare e neppure si è mai informato a riguardo in alcun dove.

Infatti se è vero che per cucinare del riso integrale ci possono volere anche 45 minuti è anche vero che siccome il riso integrale non scuoce mai e non va girato in quei 45 minuti il provetto cuoco può fare qualsiasi altra cosa.

I cereali in chicchi poi non hanno tutti tempi esorbitanti di cottura o comunque alcuni si possono mettere a bagno con preavviso. Al miglio e all'avena bastano 20 minuti e anche per loro vale la regola che si cuociono da soli.

I risotti non vanno fatti aggiungendo brodo un po' alla volta, basta mettere la giusta quantità di acqua e accendere il fuoco, una volta che l'acqua bolle occorre semplicemente abbassare la fiamma.

Inoltre è prassi quella di mangiare fuori anche per il popolo dei lavoratori, difficile trovare qualcuno che si cucina a casa e si porta dietro il proprio cibo. Un tempo era il contrario.

Per esempio se prepariamo per cena del riso integrale come meglio ci piace, a che lo prepariamo , aumentiamo le dosi di modo che rimanga anche per il giorno dopo. I cereali inacidiscono è vero ma non inacidiscono da un giorno all'altro e anche dovesse succedere per qualche motivo, quella leggera acidità non arrecherà nessun danno al nostro organismo.

Come spesso accade, le giustificazioni sono sempre indice di non conoscenza, di scarso amore per se stessi e di totale mancanza di volontà nel volersi fare del bene, del resto il cibo pronto del bar ha un costo sicuramente maggiore del cibo biologico del negozio salutista e oltre tutto un retroscena che tardi o presto si presenterà in tutto il suo inganno.

giovedì 29 gennaio 2009

Principi Integrali (prima parte)

Che confusione su questo mondo, chi dice blu, chi dice rosso, chi verde...
Il problema, a meno di non avere già maturato un certo pelo è non venirne a capo mai.

Spesso ho cercato di spiegare l'importanza di nutrirsi con cibi integri così come la Natura li offre a noi.

Cereali in chicci e al massimo farine integrali, ma mai scegliere di portare a tavola prodotti raffinati, farine bianche, zucchero bianco ecc..

Come il consumo di carne rappresenta l'uccisione, il consumo di latte e formaggi e uova rappresentano le ruberie, così i prodotti raffinati rappresentano la divisione.

Oggi l'uomo è facile preda dei potenti perchè debole, debole perchè diviso.

Ogni giorno sulle tavole di moltissime persone viene ricreato il messagggio dell'uccisione, il messaggio della ruberia e quello della divisione.

Divisione sulla tavola simboleggia divisione sociale.

Sappiamo bene come gli effetti del piccolo si ripercuotano anche sul grande, microcosmo e macrocosmo, in alto come in basso, eppure non vogliamo renderci conto dell'incredibile potere alchemico che pratichiamo ogni giorno nelle nostre cucine.

Scegliendo di nutrirci con prodotti integrali, diamo al mondo un messaggio di unità e di forza.

Principi Integrali (seconda parte)


Ad oggi il numero di patologie che affliggono l'uomo è incredibilmente grande ed in progressiva crescita.

In realtà, le malattie si possono semplicemente contare sulle dita di una sola mano,sono solo due:
Carenze ed Intossicazioni

Osservando il simbolo del Tao scopriremo che solo un corretto rapporto di Yin e di Yang crea l'equilibrio e che quindi un eccesso di una delle due parti provocherà una carenza dell'altra e una consequenziale situazione di squilibrio.

Tale condizione di squilibrio non appartiene alla Natura ma all'uomo che ne viola le sue leggi.

Fortunatamente sempre la conoscenza del Tao e della Natura ci indicherà un corretto approccio al riequilibrio della nostra vita.
Scegliendo di alimentarci con cibi essenzialmente equilibrati o prossimi all'equilibrio e scartando categoricamente tutti gli altri alimenti che manifestano caratteristiche troppo squilibranti in uno dei due principi di yin e di yang, ritorneremo, con la dovuta pazienza, ad una situazione di maggiore equilibrio e di conseguenza di maggiore salute.

Alimentazioni sbilanciate verso lo yin o lo yang non saranno la via verso il Tao così come è assai rischioso alimentarsi di cibi con qualità o yin o yang troppo accentuate.
L'alimentazione moderna fa proprio questo, per esempio accostando il cibo animale molto yang ad un cibo vegetale molto yin come le solonacee.

Stiamo costringendo l'organismo al raggiungere un equilibrio partendo dagli estremi, dagli eccessi...

La via del Tao, più dolce e più saggia ci propone un' alimentazione più consapevole, più centrata e sicura.

Imparare a riconoscere nei cibi le proprie intrinseche qualità ed il loro effetto sul nostro corpo è un importantissimo passo verso il raggiungimento di una più profonda consapevolezza di noi stessi e della Natura che ci circonda.

In Natura non esiste nessun filo d'erba uguale ad un altro, tuttavia, ognuno di noi sebbene con qualità differenti soggiace alle stesse Leggi Naturali.

Principi Integrali (terza parte, critica al Prof. Arnold Ehret)


Nell'ultimo anno mi è capitato di confrontarmi con persone entusiaste del metodo promosso dal Prof. Arnold Ehret. I suoi principi sono in linea di massima contenuti nel suo "Sistema di Guarigione con la Dieta Senza Muco".

Il professore ci spiega con efficacia tutta una serie di importanti argomenti da tenere in attenta considerazione se vogliamo condurre una vita sana e salutare. Molto interessante è il concetto di "malattia latente", ovvero quel silente stato di carenza o di intossicazione che colpisce l'organismo ma che ancora non è riconosciuto a livello sensoriale dalle persone.

Una malattia non si manifesta dall'oggi al domani, c'è sempre un iter temporale accompagnato da sintomi e da innumerevoli messaggi lanciati dal nostro corpo che ne preannunciano il manifestarsi.

Se le persone fossero presenti a loro stesse, avvertirebbero i sintomi, si chiederebbero da cosa sono originati, controllerebbero la loro dieta ed il loro stile di vita e, autoconoscendosi, imparerebbero a guarirsi. Questo non accade, non solo abbiamo delegato la nostra salute a terzi, ma cosa più drammatica, abbiamo smesso di ascoltarci. Innumerevoli messaggi vengono così perduti e poco alla volta all'interno della nostra totale inconsapevolezza il seme della malattia cresce.

Il "Sistema di Guarigione con la Dieta Senza Muco" fa perno sul concetto di costipazione.

Una costipazione dell'intero sistema di "tubature" del corpo umano.
Ne consegue che qualsiasi sintomo particolare è meramente un'ostruzione non ordinaria causata dal muco in quella particolare area.
I punti di particolare accumulazione del muco sono la lingua, lo stomaco e soprattutto il tratto del sistema digestivo.
Quest'ultimo è la vera e primaria causa dell'ostruzione intestinale.
La persona media ha continuamente più di 4 o 5 chili di feci non eliminate nell'intestino che avvelenano il flusso sanguigno e l'intero sistema. Prova a pensare alle conseguenze!

Inutile commentare quanto scritto, è così ed è la sacrosanta verità.

Come risolvere il problema dunque? Ehret risponde alla criticità con digiuni e una dieta che prenda in considerazione i soli cibi che non creino muco o che lo dissolvano. Il digiuno è da sempre un metodo di guarigione fondamentale e l'alimentazione è la nostra vera medicina.

Quello che adesso vorrei sottolineare è l'importanza, a mio avviso, di trattare questo Sistema di guarigione come una terapia ma non come uno stile di vita.

Basare la nostra alimentazione prettamente sul consumo di frutta, ha sicuramente dei risultati positivi nel medio tempo ma è rischioso e deleterio perseguirla a vita.

Per qualche periodo sicuramente il sistema del professore sarà un possibile metodo per recuperare una condizione degenerata.

Anzitutto focalizzare ogni cosa sul concetto di muco mi sembra altamente riduttivo.
Insomma...cercare un cibo che non crei muco è un po' come cercare una bevanda che, una volta ingerita, non mi faccia urinare!

Addirittura, la macrobiotica è considerata non salutare dal professore, per via del consumo di cereali. Abbiamo spiegato che esiste una grossa differenza fra cereali in chicchi e cereali raffinati.
Il cereale integrale non può essere dannoso alla salute e anche producendo del muco, dobbiamo riconoscerne la specifica qualità.

Un' alimentazione prettamente fruttariana, tende a non fare lavorare lo stomaco, infatti la frutta è digerita direttamente negli intestini. Sappiamo che se ci rompiamo una gamba e siamo costretti a letto a lungo, prima di riprenderne l'uso abituale dovremo fare della riabilitazione. Cosa succede, la gamba non utilizzata si addormenta e va risvegliata... Capiamo dunque che insistere a lungo con questa dieta andrà a creare i presupposti per l'insorgere di problemi di stomaco.

Persino l' acqua fa lavorare lo stomaco, la frutta no.

Se prendiamo di nuovo il simbolo del Tao come nostro punto di riferimento esso ci suggerirà che una dieta a base di frutta è una dieta prettamente Yin e sapendo che l'equilibrio è dato all'armonia fra yin e yang, se uno è assente o carente, andremo in corso a problemi, in questo caso per esempio caduta dei capelli e perdita dei peli corporei a causa dell'eccesso di acqua che la dieta comporta.

Per concludere, accogliamo a braccia aperte le indicazioni del professore Ehret, prendendo il suo sistema come uno strumento terapeutico di supporto al Digiuno, con la consapevolezza che questa tecnica abbia un inizio ed una fine.

Chiaramente ripulirsi per riprendere le abitudini scorrette di prima non è guarigione, quando avremo ritrovato la salute, dovremmo poter percorre una strada di maggiore equilibrio e consapevolezza.

Non si può inventare una dieta per l'uomo dall'oggi al domani, la filosofia orientale non è nata ieri e la sua esperienza millenaria ci ha già indicato un sistema filosofico completo, la Macrobiotica.

Non tutto ciò che è Veg è commestibile


Non tutti i prodotti che ci offre la natura sono diretti al nostro consumo alimentare. Questa affermazione può sembrare un 'ovvietà ma non è poi così semplice capire quando un cibo sebbene naturale sia adatto a noi.

Di solito quando una persona si definisce vegana, si pensa che che essa non cibandosi di prodotti animali e derivati da essa quantomeno si nutra di tutto ciò che la natura offra. Ebbene se è così allora è giusto specificare che questa etichetta come tutte le etichette risulterà limitativa nei confronti di chi ha preso a cuore la propria vita e quella della Natura stessa.

Diciamo che in un'alimentazione Naturale sana e vegetariana non per forza vi deve essere spazio libero al consumo di ogni vegetale.
Così come secondo i principi di Ippocrate una medicina da subito deve "non nuocere" così anche il cibo, la nostra prima medicina oltre che a nutrire non deve arrecarci nessun danno.

Spostandoci da un'alimentazione "scorretta" che non nutre ma che toglie la fame, ad una più equilibrata che ci nutre senza danneggiarci, dovremo pian pianino con l'aiuto fondamentale della nostro corpo , " un medico di tre milioni di anni " (1), sensibilizzare ed affinare le nostre capacità di saper riconoscere il cibo vegetale adatto.

Spesso per promuovere il consuma di frutta e ortaggi si lancia lo spot del "mangiare colorato", indubbiamente una iniziativa positiva per spingere al consumo di prodotti vegetali che però deve essere trattata con la giusta profondità per non cadere in altri errori.

Dicevamo che il cibo non dovrebbe nuocere come prima cosa, così sicuramente, o quasi...(in questo mondo ormai tutto è "normale"), a nessuno verrebbe in mente di prepararsi una bella insalata di foglie di tabacco e condirla con succo di belladonna.
Infatti probabilmente rischierebbe di passare al "creatore".

Spesso ci vengono pubblicizzati cibi vegetali ricchi di vitamine particolari utili a seconda del caso a mantenerci belli e sani...bene vi dico che anche in una foglia di tabacco vi sono vitamine utili al nostro organismo, eppure sarebbe un azzardo cibarsene.

SOLANACEE

Famiglia di piante prevalentemente erbacee, comprendente circa 90 generi e 2000 specie, molte delle quali orticole e da giardino, come il pomodoro, la petunia, il tabacco, l’alchechengi, il peperoncino ornamentale, e molte piante velenose. La famiglia è rappresentata in tutte le regioni tropicali e temperate del mondo.

La maggior parte delle solanacee hanno portamento erbaceo; meno frequenti sono le specie legnose, soprattutto quelle arboree. Molte sono caratterizzate da abbondanti peli; le foglie possono essere semplici o composte; i fiori, spesso molto appariscenti o riuniti in infiorescenze, hanno cinque sepali, cinque petali, cinque stami e un unico pistillo. I tipi di frutti più frequenti sono la bacca e la capsula.

Le solanacee velenose contengono tre tipi principali di alcaloidi: il tropano, presente nella belladonna, nella datura e nel giusquiamo nero; la piridina, nel tabacco; e gli steroidi, che si trovano in alcune specie del genere Solanum.

Al genere Solanum appartengono alcune tra le specie di maggiore importanza economica: il pomodoro (Solanum lycopersicum), la patata (Solanum tuberosum) e la melanzana (Solanum melongena). Un altro ortaggio della famiglia, comune in tutte le regioni temperate del mondo, è il peperone (Capsicum annuum). Pure di grande importanza economica è il tabacco (Nicotiana tabacum), le cui foglie seccate e opportunamente lavorate vengono fumate. Alcune delle solanacee apprezzate per il loro valore ornamentale sono la petunia (genere Petunia) e l’alchechengi (Physalis franchetii).(2)

Classificazione scientifica: Le solanacee costituiscono una famiglia dell’ordine delle solanali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.

Gli Alcaloidi

Composti chimici debolmente alcalini e contenenti azoto, caratterizzati da moderata complessità molecolare; hanno prevalentemente origine vegetale e sono presenti soprattutto nelle piante dicotiledoni.

Si conoscono circa 3000 alcaloidi, il più semplice dei quali è la coniina (2-propilpiperidina), ottenuta per via sintetica nel 1886 e nota come cicutina. È un composto chimico di formula bruta C5H10NC3H7, estremamente tossico: meno di 0,2 g risultano letali per l'uomo. Ottenuta dai semi della cicuta, fu forse il potente veleno usato da Socrate.

Tutti gli alcaloidi producono effetti fisiologici sul corpo e alcuni di essi sono perciò utilizzati in medicina: ad esempio l'atropina, estratta dalla belladonna, provoca la dilatazione delle pupille; la morfina è un antidolorifico; il chinino è il rimedio specifico per la malaria; la nicotina è un potente insetticida; la reserpina è un valido tranquillante. (3)

Un po' di storia sul Pomodoro

L'origine della pianta del pomodoro sembra essere l'America del Sud, in particolare Cile ed Ecuador, dove vive come pianta selvatica per effetto del clima tropicale e riesce a dare frutti durante tutto l'anno, mentre nelle regioni Europee, se coltivata all'aperto, ha un ciclo stagionale limitato al periodo estivo. Da qui in seguito si diffuse anche in America Centrale e a farla conoscere in Europa furono gli Spagnoli nel XVI secolo. La coltivazione della pianta del pomodoro era già diffusa in età precolombiana e venivano utilizzate solo come piante ornamentali. Come noi oggi usiamo i fiori, quelle piante che oggi troviamo negli orti una volta si trovavano nei giardini. La scelta non fu condizionata dalla sua particolare bellezza: il pomodoro veniva considerato una pianta velenosa a causa del suo alto contenuto di solanina, sostanza considerata a quell'epoca dannosa per l'uomo, pertanto inutilizzata in cucina. Già nel 1544 l'erborista Italiano Pietro Mattioli classificò la pianta del pomodoro fra le specie velenose.

Non è chiaro in quale luogo ed in quale periodo il pomodoro da pianta ornamentale e velenosa, circondata da leggende popolari, improvvisamente sia diventata per gli Europei pianta commestibile. Da notare che nemmeno gli abitanti dell'America del Sud mangiavano i frutti della pianta. Anche gli Europei l'hanno conosciuta come pianta ornamentale e così l'hanno utilizzata nei primi anni. In Francia era consuetudine, da parte degli uomini, di fare omaggio di una piantina di pomodoro alle dame, come gesto d'amore. Dall'Europa, o forse più precisamente dalla Spagna, la pianta del pomodoro approdò in Marocco, trovando un clima ideale, e da li si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo. (4)

Per concludere.

Abbiamo messo su un po' di elementi che adesso proveremo a mettere insieme ed ad approfondire. A quanto pare la citazione di sopra sulla storia del pomodoro ci parla di pianta ornamentale ritenuta velenosa e neppure consumata dalle popolazioni locali, perchè? Gli antichi popoli dell' America centrale e del sud, abbiamo imparato quanto fossero popoli saggi è depositari di grandi conoscenze umane ma anche scientifiche, inutile ricordare i calendari Maya del quale oggi facciamo tutti un gran parlare. Inoltre con un po' di intuizione e di logica non sarebbe un azzardo capire che probabilmente queste popolazioni si cibassero per lo più di cibi vegetali e non di carne. Infatti il mistero di come la pianta del pomodoro sia passata da comune pianta ornamentale velenosa a pianta alimentare sovra-diffusa oggi sulla nostra tavola sarebbe a mio avviso da spiegare nel fatto che i colonizzatori soprattutto spagnoli essendo carnivori non subivano gli effetti collaterali di tale cibo così come le popolazioni locali prettamente vegetariane.
Non possiamo escludere che probabilmente i locali amerindi diedero volontariamente questo cibo ai conquistatori con il preciso scopo di avvelenarli...
Oggi così le solonacee e il pomodoro in genere non solo sono entrate sulle nostre tavole ma la fanno da padrone e guai a metterne in dubbio le meravigliose virtù.

Per coloro che affrontano la vita sobbarcandosi l'immenso ostacolo di un'alimentazione carnivora,industriale e chimica probabilmente non sarà certo un semplice sugo a rappresentare un problema, ma per chi ha voluto raffinare e scegliere il proprio cibo, comprendere le caratteristiche di tale piante è fondamentale.

Ricordiamo anche che oggi il pomodoro è una delle piante più modificate che ci sia in commercio.

Anche da un punto di vista agricolo, coltivare solonacee a lungo priva il terreno di importanti risorse minerali e in poche parole lo impoverisce.

Tutte queste piccole informazioni dovrebbero far riflettere un pochino sull'effettiva bontà di tale pianta.

Volendo dare delle deroghe, possiamo, comprendendo le specifiche caratteristiche di queste piante, lavorarle in modo che ci arrechino minor danno possibile, qual' ora fossimo ancora legati ad impulsi di gola non interiorizzati e trascesi.

Pe esempio inserire qualche fetta di pomodoro in una insalata verde ricca di molte varietà diverse, in Sicilia a Luglio sotto un sole cocente e dopo averle ben salate con abbondante sale marino integrale andrebbe in qualche modo ad equilibrare la notevole acidità del prodotto. Una deroga sarebbe comunque da intendersi come eccezione e mai in altri modi a meno che, un individuo dotato di piena salute e molto cosciente del proprio corpo, non voglia prestarsi a indagine consapevole sull'effettiva conseguenza del nutrirsi di solanacee su se stesso.

FRUTTA ESOTICA

Altra grande tendenza dell'odierna globalizzazione è l'ingorda e voluttuosa richiesta di cibi esotici di ogni cibo.
Il cibo diventa cibo da commercio e non da nutrimento.
Il fatto che la Natura nella sua miliardaria esperienza non faccia crescere banane in Piemonte dovrebbe farci capire che forse le banane non sono adatte alla terra e al clima del Piemonte e di conseguenza alle persone che vi abitano. Invece hanno una ragione di crescere in altri territori dove le caratteristiche climatiche richiedono particolari frutti per bilanciare sempre ed equilibrare l'uomo che vivendo in quei luoghi le sceglierà come nutrimento.

Per gli amanti delle banane sempre come eccezione alla sana regola è consigliabile pestarle con una forchetta e aggiungere il succo di almeno un limone.


(1): (citazione di Angelo Cardamone)
(2): http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981533594/Solanacee.html
(3): http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761561181/Alcaloidi.html
(4): http://www.diwinetaste.com/dwt/it2004027.php

martedì 27 gennaio 2009

Mangiar poco


Chi mangia poco frena l’ormone della crescita e resta sensibile all’insulina La ricerca dell’Università dell’Illinois: così si può vivere fino al 30% in più

Tutti, o quasi, vorremmo vivere di più. Come fare? C’è un sistema abbastanza semplice e funziona, già oggi (senza aspettare che gli scienziati trovino i geni dell’invecchiamento e il modo di farli esprimere al nostro organismo).

Basta mangiare poco.

Ma perché chi mangia poco vive di più? Questo fino a poco tempo fa non si sapeva. Adesso c’è qualche idea in più. Sembra che c’entrino l’ormone della crescita e l’insulina. Vediamo perché. Ricercatori dell’Università del Sud dell’Illinois — il lavoro è pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences — hanno studiato topi normali e topi cui era stato «spento» con l’ingegneria genetica il recettore per l’ormone della crescita (è la proteina cui si lega l’ormone della crescita, ormone che esercita le sue funzioni sulle cellule proprio grazie a questo recettore).

Metà degli animali veniva tenuta a dieta, l’altra metà aveva cibo a volontà. Gli animali normali a dieta sono vissuti di più di quelli che mangiavano liberamente. Fin qui niente di nuovo. Gli animali senza recettori per l’ormone della crescita vivevano a lungo, con o senza dieta, ma mai di più degli animali normali a dieta.

Vuole dire che:

1) ridurre le calorie della dieta è come tirare via il gene per il recettore dell’ormone della crescita;

2) le due cose insieme—poche calorie e non avere il recettore per l’ormone della crescita — non allungano la vita ancora di più. Questi esperimenti dimostrano che la vita degli animali (e non c’è ragione che non sia così per l’uomo) si può allungare un po’—del 30% circa —ma probabilmente non di più. Chi mangia tanto — uomini e topi — diventa resistente all’azione dell’insulina (è l’ormone che serve a utilizzare gli zuccheri che prendiamo con gli alimenti). Così l’organismo non utilizza bene gli zuccheri e c’è obesità, pressione alta, diabete e poi ci si ammala di cuore. I ricercatori dell’Illinois hanno documentato molto bene che i topi normali che mangiavano a volontà erano resistenti all’azione dell’insulina e questo si corregge bene con la dieta.

Anche l’ormone della crescita induce resistenza all’insulina. Spegnere il recettore corregge il difetto, tanto è vero che i topi senza recettori per l’ormone della crescita avevano comunque una buona sensibilità all’azione dell’insulina, con la dieta certamente, ma anche se li si lasciava liberi di mangiare quanto volevano. Studiare l’ormone della crescita e la resistenza all’insulina è quasi certamente un modo per capire di più dei meccanismi dell’invecchiamento, e persino per provare a fare un farmaco che possa allungare la vita (pillola della longevità o del buon invecchiamento). Ma ci sarà, un giorno o l’altro, un farmaco così?

È molto probabile. Costerà anni di lavoro e centinaia di milioni di dollari (o di euro), e quando arriverà sarà pubblicizzato come il farmaco dell’immortalità. E davvero allungherà la nostra vita? Forse, un po’. Proprio come succede adesso se uno mangia di meno. Qualche anno fa il professor Sirchia, allora ministro, aveva suggerito che i ristoranti riducessero le porzioni. Fu polemica, e si capisce. Ma è proprio così che si deve fare se si vuole vivere un po’ di più, al ristorante e — per chi ci va poco o mai — a casa.

Giuseppe Remuzzi

Fonte : http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/05_Maggio/29/remuzzi.shtml

lunedì 26 gennaio 2009

Lo stomaco vuoto

"Il Maestro Peter Deunov disse un giorno: «Vi lamentate di avere
lo stomaco vuoto perché avete dovuto accontentarvi di un quarto
di pane. In realtà, non è il vostro stomaco che è vuoto, bensì
la vostra mente e il vostro cuore. Quel quarto di pane contiene
abbastanza sale da nutrirvi a lungo se, ad ogni boccone,
aggiungete un pensiero di saggezza e un sentimento d’amore».

Il Maestro, ci dice veramente che dobbiamo accontentarci di un
quarto di pane al giorno? No: vuole solo farci comprendere che,
per nutrirsi bene, la cosa più importante non è la quantità, ma
la qualità.

Ebbene, la qualità, quella vera, è difficile da trovare, perché nessun negozio ce la può fornire. La qualità è un elemento spirituale che deve venire da noi. Bisogna mangiare a sufficienza e mangiare cibo sano, ma è compito di ciascuno aggiungere un elemento di sé al cibo più semplice, per potergli dare un certo gusto, quel gusto che sarà fonte di energie e di pienezza."

Omraam Mikhaël Aïvanhov