martedì 14 febbraio 2012

Shikin Haramitsu Daikomyo




SHI-KIN HARA-MITSU DAI-KO-MYO significa:


Shikin

Un saluto, sensazione di armonia, percepito dal cuore.

Haramitsu
La Saggezza che proviene dal coraggio e lo sforzo che favorisce la sincerità, la lealtà e la fedeltà.

Daikomyo
Portare rispetto e fiducia, illuminazione dall'interno verso l'esterno.

Nel loro insieme:
Ogni incontro è sacro e potrebbe presentare una chiave per potenziale la perfezione della grande illuminazione universale che cerchiamo.


Shikin Haramitsu Daikomyo ha molte traduzioni e non può essere tradotto direttamente in inglese. Una interpretazione è, "Un momento di vera interazione tra la mente e lo spirito può portare verso l'illuminazione".

Fondamentalmente, ogni esperienza alla quale vado incontro ha il potenziale per essere quella cosa che ti porta verso l'illuminazione. Si potrebbe anche dire che ogni momento è un'esperienza di apprendimento.


TUTTO QUELLO CHE FACCIO SIA DI AIUTO A DARMI LA CHIAVE PER L'ILLUMINAZIONE

Kuji Kiri

Kuji Kiri




IL KUJI KIRI
Il Kuji kiri è una delle 12 pratiche quotidiane del Gyo-ja nel Buddhismo esoterico Tendai. Essendo una pratica quotidiana, il suo scopo principale, di cui si parla in questo articolo, è di DIRIGERE E FOCALIZZARE le nostre energie, la nostra intera essenza verso lo scopo o l'obbiettivo prefissato.
Ade esempio, per richiamare a noi quelle qualità che per qualche ragione, abbiamo dentro di noi ma non riusciamo ad esternare.
Lasciamo perdere quindi fantasticherie su abracadabra vari!
Ognuna delle parole che compongono i 9 tagli del Kuji-kiri ha un significato preciso e nella globalità sono giuramenti, voti, atti a indirizzare la nostra volontà al miglioramento totale.
Il rituale inizia ponendo le mani nella posizione di "spada e fodero" (vedi immagine), e puntando le dita della "spada" verso la fronte, all'altezza del 3°occhio per intenderci. Ora dobbiamo focalizzare il nostro obbiettivo davanti a noi e nella nostra mente, ad esempio il tipo di qualità che vorremmo avere, l'immagine rappresentativa del tipo di qualità che vorrei richiamare a me: Importante, se ad esempio l'immagine di un Nyorai non lavora bene con la mia cultura e personalità, allora posso usarne un'altra che per me esprima la stessa cosa.
Quindi si recita il mantra di Fudo-Myo. E' un pò complicato da imparare bene a memoria, ma per semplicità potete pronunciarne la "versione breve", dicendo "KANMAN!".Eseguite ora i nove tagli con la vostra "spada",tenete sempre a mente il vostro obbiettivo e "tagliate" muovendovi sul posto come se aveste una vera lama.
Il 10°taglio viene eseguito da destra a sinistra in diagonale. Può essere pronunciato come "AH-UM!"oppure come "SHO-UH!". Adesso rinfoderate la "spada", alzate entrambe le mani sopra la fostra testa e poi riabbassatele hai lati, per liberare le energie accumulate.
Complimenti,avete eseguito il vostro primo, vero, kuji-kiri.
Vediamo singolarmente ogni Mudra Kuji Kiri.


RIN: La forza della mente e del corpo .

PIO: Direzione dell'energia

TO: Armonia con l'univers

SHA: Guarire se stessi o gli altri

KAI: Premonizione del pericolo

JIN: Lettura dei pensieri altrui.

RETSU: Padronanza del Tempo e dello Spazio

ZAI: Controllo sugli elementi della Natura

ZEN: Illuminazione

venerdì 13 gennaio 2012

Una teoria sociale ed evolutiva delle malattie umane e del dolore cronico

DI DENIS RANCOURT
Dissident Voice

Ci piace coltivare una nostra immagine della specie per cui siamo radicalmente differenti da formiche e api. Questa è l’idea. Formiche e api sono automi completamente governati da segnali chimico-fisici e ogni singolo individuo nella colonia ha il suo preciso posto che determina le sue caratteristiche fisiche, adattate alla funzione della sua classe.

Distinguiamo queste colonie di insetti dai mammiferi, che immaginiamo avere un livello molto più elevato di individualità. Ci piace pensare a mandrie o branchi di mammiferi come individui che “scelgono” di unirsi e cooperare. Generalmente non ammettiamo che le caratteristiche anatomiche siano associate alla classe, in gerarchie di dominanza sociale.

Ma gli esseri umani, i primati, le formiche e le scimmie potrebbero essere molto più vicini di quanto non siamo disposti ad ammettere, dunque facilmente capaci di percepire.

Esiste un settore della ricerca scientifica che indica quanto possiamo essere in errore. È lo studio sugli effetti della gerarchia di dominanza sulla salute dell’individuo. Si è scoperto che nei mammiferi e negli uccelli, per esempio, la salute dell’individuo, salvo incidenti, è principalmente dovuta alla posizione dello stesso nella gerarchia di dominanza sociale (1,2,3). Bisogna porre “primariamente” l’accento su questo come di gran lunga il fattore più importante, che ha un diretto impatto biochimico e fisiologico (1).

La gerarchia di dominanza nei gruppi di scimmie, per esempio, determina la fertilità, la resistenza alle malattie, il vigore e la longevità dell’individuo.

Ora, la scoperta della gerarchia di dominanza come determinante la salute dell’individuo è un paradigma stabilito, se la medicina possa mai essere in grado di riconoscerlo (3), al pari della tettonica a zolle nelle scienze della terra, della meccanica newtoniana in fisica e dell’evoluzione in biologia; ma tutto ciò conduce ad una domanda: perché?

C’è un vantaggio evolutivo, per i mammiferi ad esempio, nel soffrire di gravi effetti sulla salute in una gerarchia di dominanza intraspecifica? In caso contrario, come è sopravvissuta nella scala evolutiva la vulnerabilità della salute dell’individuo alla gerarchia di dominanza sociale? C’è un uso o un bisogno di tale vulnerabilità alla dominanza in termini di sopravvivenza della specie, o è semplicemente una reminescenza arcaica o di evoluzione cellulare?

Una prima occhiata suggerirebbe che la specie umana non può, per esempio, in alcun modo beneficiare dall’avere individui la cui salute è materialmente e negativamente colpita dalla gerarchia di dominanza sociale. Ma questa conclusione è corretta?

Io credo di no.

Qual è la specie animale, dotata di sistema nervoso importante, di maggior successo sulla Terra, sia in termini di numero di individui e biomassa totale che in termini di impatto trasformativo sulla biosfera? Risposta: le formiche (4). E i grandi mammiferi di maggior successo? Gli esseri umani (5). Entrambi vivono in società altamente gerarchizzate.

Qual è la biologia che sostiene una società altamente gerarchica di mammiferi? L’individuo deve accettare il suo posto. La competitività a tutto campo di individui di pari livello (come una rissa da bar) è la ricetta per un disastro e non porta ad alcuna gerarchia altamente suddivisa. Individui vigorosi che sono e si percepiscono ugualmente forti non si organizzano spontaneamente in una gerarchia di dominanza stratificata.

Se sei e ti senti angosciato dall’essere dominato, non reagisci. Accetti il tuo posto. La specie è felice di avere orde di individui poco sani che moriranno giovani dopo aver speso i loro giorni a fare il lavoro sporco. Quale miglior modo per suddividere in classi una specie di successo?

L’impatto sulla salute individuale gioca anche un altro ruolo chiave, oltre a fornire il feedback per la suddetta stratificazione sociale. Fornisce un meccanismo necessario di auto-distruzione per gli individui che non rientrano più o escono fuori dai canoni di docilità e conformità.

In una società altamente suddivisa gli individui che non funzionano devono essere eliminati o diventano una forza distruttiva contro la gerarchia. La polizia e le prigioni non sarebbero sufficienti per raggiungere questo scopo senza la intrinseca vulnerabilità individuale alla gerarchia di dominanza.

Quando l’individuo cerca di uscirne e percepisce che non c’è alcun modo, si autodistrugge, piuttosto che esplodere, nella maggior parte dei casi. Ciò è chiamato cancro e malattie cardiache. Prevengono la furia distruttiva dell’individuo disilluso e portano a una fine naturale al termine del ciclo individuale di utilità per la gerarchia, alla specie.

Nessuna meraviglia che gli anarchici siano così pochi e lontani! Ma come ogni sistema guidato da feedback positivi, è intrinsecamente instabile (6).

Note:

1. “L’influenza della gerarchia sociale nella salute dei primati (recensione)” di Robert M. Sapolsky, Science, 308, p. 648-652, 2005 (e relativi riferimenti)

2. “La cultura anti-fumo è dannosa per la salute: il vero problema della gestione della salute pubblica”, Denis G. Rancourt, 2011

3. “La medicina ufficiale è una truffa dannosa?”, Denis G. Rancourt, 2011

4. “L’utilizzo dei combustibili fossili è una significativa attività planetaria?”, Denis G. Rancourt, 2010

5. “L’intelligenza collettiva non implica intelligenza individuale: la tecnologia non proviene dai geni”, Denis G. Rancourt, 2011

6. “Le istituzioni costruiscono gerarchie tra politico-culturali ri-normalizzazioni”, Denis G. Rancourt, 2011

Denis G. Rancourt è stato professore di ruolo in Fisica presso l’Università di Ottawa, in Canada. Ha esercitato in vari settori della scienza, finanziati da un’agenzia nazionale e ha guidato un laboratorio riconosciuto a livello internazionale. Ha pubblicato oltre 100 articoli nelle principali riviste scientifiche. Ha sviluppato corsi di attivismo popolare ed è stato un critico aperto dell’amministrazione universitaria e un difensore degli studenti e dei diritti del popolo palestinese. È stato licenziato nel 2009 a causa della sua dissidenza da un presidente convinto sostenitore della politica israeliana.

**********************************************

Fonte: A Theory of Chronic Pain

26.12.2011